GERMINAZIONE

27 maggio –  Teatro Candiani – Mestre

Architetture leggere e trasparenti, bianche, invenzioni liriche, estremamente mobili, combinazioni tecniche ed insieme simbolo sensibile della natura.  Leggere e perciò alitanti, architetture emozionali. Le architetture, componendo nell’aria continui arabeschi condizionano l’ambiente scenico e lo spettatore sul quale anche esercitano, con le loro sottili variazioni una forza  magnetica. Esse non celebrano nè personaggi nè eventi e tuttavia rendono conto all’uomo dello homo faber che le ha inventate, della civiltà industriale che le ha rese possibili. Esse generano particelle inorganiche di color rosso condannate ad una ricerca costante di quiete, incapsulate in strutture instabili e in continuo movimento all’interno di un universo imprevedibile e cangiante che completa il quadro. Il movimento dei corpi trova spazi paralleli e attinenze con molte altre discipline apparentemente lontane, in particolare la pittura, la scultura, la luce, il suono Alle architetture aeree si alternano opere più maestose, dai volumi pieni, personaggi di una nuova mitologia che tuttavia conservano, nella dolcezza di una curva, nell’emergere aguzzo di un contorno,  una forte fantasia costruttiva.

coreografia : Marta Zollet danzatori : Yong Min Cho, Valentina Moar, Chiara Pauluzzi, Marta Zollet tecnico delle luci : Giorgio Benotto ideazione e costumi : Sonia Biacchi