sonia biacchi nasce a udine. la sua ormai lunga vita è segnata da esperienze che percorre con passione: l’insegnamento, la maternità, l’animazione teatrale, la direzione del c.t.r. figlia di un pittore, sente con forza il bisogno di dedicarsi ad attività artistiche. al teatro ci arriva quasi per caso, senza possedere una specifica preparazione. si muove per istinto, ma guidata dall’inesauribile curiosità che la spinge verso la conoscenza, in primo luogo verso la conoscenza dell’arte contemporanea e le varie forme in cui essa si esprime. all’incessante attività sul campo accompagna uno studio attento delle avanguardie artistiche del novecento.

dal 1973 al 1982 dirige il gruppo di animazione insieme, composto da assistenti sociali, danzatori, musicisti, pedagoghi, insegnanti. memorabile, nel 1973, l’allestimento del “parco della fantasia” nella sede del palazzo savorgnan manfrin a cannareggio (venezia), che per un anno riunisce e intrattiene con giochi didattici i bambini del quartiere in grande numero. il gruppo svolge un’intensa attività diffondendo l’animazione teatrale nelle scuole di ogni ordine e grado, negli ospedali psichiatrici, nelle feste e ricorrenze cittadine e regionali. nel 1982 fonda il c.t.r. (centro teatrale di ricerca), che si contraddistingue come “teatro d’immagine o di figura”, e ha come scopi la formazione nel campo del teatro, la produzione e la distribuzione di spettacoli. e’ la passione di sonia biacchi per l’oggetto, le forme, e la sua continua ricerca espressiva che fa perno sull’immagine, a rendere possibile la realizzazione di spettacoli teatrali dalla risonanza internazionale. il desiderio di creare una realtà poetica immaginifica e stupefacente che non utilizzi né la parola né “storie da raccontare”, ma che si origini dalle forme in movimento sulla scena sincronizzate in un tutt’unico con il ritmo spaziale, musicale, temporale e il corpo in movimento dei danzatori, è da ventitré anni la caratteristica di tutte le sue produzioni. a chi le chiede quali forme artistiche e quali maestri abbiano influenzato il suo percorso, sonia biacchi risponde: “oskar schlemmer, alberto viani, alexander calder, santiago calatrava, la cultura orientale nelle sue varie espressioni… ma è così complesso e misterioso il processo attraverso cui si acquisisce un proprio stile che penso non sia possibile dirlo. se si continua a tenere accesa la propria attenzione verso gli stimoli che costantemente sono sotto i nostri occhi, la nostra formazione non ha mai fine e le radici di essa non sono districabili”.