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susanne martinet

diplomata presso l’istituto di musica e ritmica jaques-dalcroze di ginevra, ha in seguito approfondito la sua formazione attraverso la pratica di tecniche diverse: la danza, lo yoga, l’eutonia e la voce. ha insegnato ritmica per 5 anni in svizzera e per 2 anni a parigi; poi si è dedicata al movimento. dopo una lunga ricerca ha elaborato un suo personale modello sviluppando i principi di emile jaques-dalcroze mirando all’accrescimento del senso musicale di tutto il corpo, coinvolgendo la persona in una sintesi armoniosa delle sue sfere fisica, mentale ed emotiva. ha insegnato espressione corporea nell’istituto jaques-dalcroze, in francia presso scuole di formazione per educatori, insegnanti di scuola materna e danzatori, al conservatorio e alla scuola di psicomotricità di ginevra, in lussemburgo e svezia. ha lavorato nel campo teatrale in francia e in italia e ha partecipato a numerosi congressi sulla metodologia jaques-dalcroze in svizzera, svezia, germania e stati uniti. il suo intenso impegno nell’ambito della pedagogia del movimento come mezzo espressivo ha portato al primo corso di formazione sul suo modello nel conservatorio di padova; nella stessa città collabora con l’associazione del teatro di figura “terepia”. ha pubblicato “la musica del corpo” edito da studio erickson di trento. ambiti di lavoro:
tecnica corporea (hara, eutonia, lavoro segmentario) – la musica vissuta attraverso il corpo (sfumature dinamiche e agogiche, fraseggio, silenzio, anacrusi, staccato/legato ecc.) – musica registrata (jazz, classica, contemporanea) – ritmica – voce (respiro – rumore – suono, voce e movimento, parola, testo) – strumenti a percussione (aspetto ritmico e sonoro, dialogo con il movimento) – attrezzi: bastoni, palline, ciottoli, sacchetti sonori (aspetto ritmico, sonoro, dialogo) – grafismo: concretizzare il ritmo (velocità – intensità – spazio) – gli strumenti musicali (aspetti insoliti, improvvisazione musica/movimento)
“…approfondendo l’espressione corporea, l’allievo si trova alle prese con gli elementi comuni a tutte le arti: tempo, spazio, energia. ciò facendo, si sensibilizza ai contrasti e alle sfumature, prova piacere nella ricercatezza del dettaglio: sarà attento a un silenzio, sarà colpito dalla qualità di una forma, di un volume, commosso dalla perfezione di un movimento. così sarà affinata l’intuizione e stimolata la creatività. con l’affinamento dello spirito critico e della sensibilità, l’allievo dovrebbe essere in grado di godere pienamente di qualsiasi forma d’arte, non solo con il cuore ma anche con lo spitito… (tratto da: susanne martinet – la musica del corpo 1992 ed. erickson)